sabato 9 maggio 2009

TRASFORMARE I BASSI DI NAPOLI IN BOTTEGHE ARTIGIANE

Comunicato Stampa

Trasformare i bassi dei vicoli di Napoli in botteghe
artigiane e trattorie tipiche e dare una casa dignitosa ai
loro abitanti che ne hanno diritto!

Sull'argomento il candidato a presidente della Provincia
di Napoli, Vice Segretario Nazionale Vicario e Responsabile
della politica per il Mezzogiorno del Movimento Idea Sociale
con Rauti Raffaele Bruno, ha dichiarato:

"Vorremmo sapere che fine ha fatto il progetto di
trasformare le migliaia di terranei fatiscenti, cosiddetti
"bassi" dei vicoli di Napoli, in botteghe artigiane e in
trattorie tipiche che il Comune e la Regione avevano
sbandierato ai sette venti? Negli anni Trenta fuori a questi
alloggi impropri erano stati affissi dei tabelloni con sopra
scritto: "Terranei non abitabili" e ai loro abitanti era
stata concessa un'abitazione degna di questo nome. Oggi,
invece, molti di questi bassi sono fittati a cittadini
extracomunitari, spesso irregolari. Ne sono ammassati a
decine in ogni uno di essi pagando canoni di fitto
esorbitanti illegalmente. Abbiamo chiesto più volte un
controllo al Prefetto, al Questore e alle varie Autorità
competenti per verificare se quei fitti sono regolari, ma
mai nulla si è mosso. Chiediamo ancora, soprattutto al
Sindaco di Napoli Jervolino, di procedere all'eliminazione
di questo sconcio, che costituisce una vera piaga per la
nostra città, provvedendo a sistemare in decenti
abitazioni le persone che le abitano e che ne hanno diritto
e trasformare in botteghe artigiane e trattorie tipiche i
cosiddetti "bassi", che potrebbero costituire una
notevole attrazione turistica per i quartieri del centro
storico napoletano e rappresentare una risorsa per la
boccheggiante economia locale".
Napoli, 9 maggio 2009 L'Addetto Stampa del MIS

1 commento:

francoazzurro ha detto...

Purtroppo il censimento più recente risale ad un’indagine della Doxa di mezzo secolo addietro (1965). Si contavano 45.000 bassi con un numero di abitanti che superava le 300.000 anime (come dire uno ogni otto napoletani). All’esterno di ciascuna di queste case censite nel lontano 1931 con intenzioni ‘risanatorie’, che la guerra vanificò, c’è una targa di marmo con una scritta significativa: “Terraneo non destinabile ad abitazione”. E’ una frase beffarda e provocatoria che sta a testimoniare una volontà fatta solo di... belle intenzioni