lunedì 31 gennaio 2011

venerdì 21 gennaio 2011

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI





COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI 

Sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17,30, presso il Complesso Monumentale Santa Maria la Nova - Sala Consiglio Provinciale di Napoli, avra luogo una conferenza dell'on. PINO RAUTI sul tema: "Il prossimo scenario globale: sfide e opportunità di un mondo senza confini". Intervengo Luigi Rispoli (Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Pietro Golia (gionalista editore) Raffaele Bruno (Presidente dell'Associazione Culturale Vento d).

el Sud

BRUNO (MISCONRAUTI): I FONDI EUROPEI HANNO ARRICCHITO TUTTI TRANNE IL SUD!


COMUNICATO STAMPA

BRUNO (MIS CON RAUTI): I FONDI EUROPEI HANNO ARRICCHITO TUTTI TRANNE IL SUD!

Sull'argomento, Raffaele Bruno, Vice Segretario Nazionale Vicario e Responsabile del Dipartimento Nazionale per le politiche del Mezzogiorno del M.I.S. con Rauti, ha dichiarato:

    "La gestione delle risorse e dei fondi europei destinati al Mezzogiorno nella Regione Campania e in tutte le Regioni del Sud d'Italia è da ritenersi penosa. Una buona parte dei fondi sono andati persi per inettitudine degli Enti responsabili, dovuto soprattutto alla mancata presentazione nei termini di progetti o alle troppe liti politiche interminabili tra le parti. Ma quei fondi che si sono incassati non hanno certo contribuito a risollevare l'economia del Meridione. Il problema è soprattutto quello di restituire al Sud la sua dimensione di "progetto politico", ovvero considerarlo come una realtà omogenea e non parcellizzata. I meridionali dovrebbero maledire fortemente quelle strategie messe in atto nel Mezzogiorno che da oltre cinquanta anni hanno arricchito tutti tranne che i meridionali stessi. La qualità della spesa per il Mezzogiorno, soprattutto sui fondi strutturali, è anch'essa risultata pessima ed anche in questo senso siamo stati educati a pensare che il problema meridionale fosse unicamente locale. Per risollevare il Mezzogiorno occorre invece riproporlo all'ordine del giorno come urgente problema nazionale".

Napoli, 21 gennaio 2011                                       L'Addetto Stampa del MIS con Rauti

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venerdì 14 gennaio 2011

CONFEREZA STAMPA SUL DEGRADO E LA VIOLENZA NELL'AREA DI PIAZZA GARIBALDI A NAPOLI

CONFERENZA STAMPA SU PIAZZA GARIBALDI


E' indetta per lunedì prossimo, alle ore 10.30, una conferenza stampa in piazza Garibaldi, ai piedi del monumento dedicato all'eroe dei due mondi, per denunciare lo stato di degrado di quell'area di Napoli.
All'incontro con la stampa parteciperanno il presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, il presidente dell'associazione Vento del Sud, Raffaele Bruno, e, in rappresentanza dei Comitati civici della zona, l'Avv. Carmine Ippolito.
L'incontro sarà l'occasione per verificare l'attuale stato di mantenimento dell'area di Piazza Garibaldi dopo la manifestazione che il 10 settembre scorso portò centinaia di cittadini in piazza per protestare contro il degrado della zona.

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI



COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI 

Sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17,30, presso il Complesso Monumentale Santa Maria la Nova - Sala Consiglio Provinciale di Napoli, avra luogo una conferenza dell'on. PINO RAUTI sul tema: "Il prossimo scenario globale: sfide e opportunità di un mondo senza confini". Intervengo Luigi Rispoli (Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Pietro Golia (gionalista editore) Raffaele Bruno (Presidente dell'Associazione Culturale Vento d).

el Sud

domenica 9 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI


COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI 

Sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17,30, presso il Complesso Monumentale Santa Maria la Nova - Sala Consiglio Provinciale di Napoli, avra luogo una conferenza dell'on. PINO RAUTI sul tema: "Il prossimo scenario globale: sfide e opportunità di un mondo senza confini". Intervengo Luigi Rispoli (Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Pietro Golia (gionalista editore) Raffaele Bruno (Presidente dell'Associazione Culturale Vento d).

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venerdì 7 gennaio 2011

BRUNO (MIS CON RAUTI): NOI NON CI UNIREMO AL CORO DELLA RETORICA E DELLE FALSITA' DEI FESTEGGIAMENTI SULL'UNITA' D'ITALIA!


BRUNO (MIS CON RAUTI): NOI NON CI UNIREMO AL CORO DELLA RETORICA E DELLE FALSITA' DEI FESTEGGIAMENTI SULL' UNITA' D'ITALIA!

mis-300x300Sull'argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario del Movimento Idea sociale con Rauti e Presidente dell'Associazione Nazionale Vento del Sud Raffaele Bruno ha dichiarato:

"Noi non ci uniremo al coro della retorica e delle falsità dei festeggiamenti sull'unità d'Italia perché nella realtà fu una vera e propria occupazione militare e coloniale dei Savoia con l'appoggio dell'Inghilterra e di potentati economici e massoni dell'epoca. Il "Risorgimento e la successiva "unità" della nostra penisola causarono nel nostro Sud, in Sicilia e in Sardegna, stragi, rapine di risorse ingenti, stupri delle nostre donne, deportazione, emigrazione forzata. Dopo 150 anni nulla è cambiato poiché lo sfruttamento, la precarietà e la deriva sociale soffoca il nostro territorio. Combattiamo, quindi, per conquistare la dignità del nostro popolo massacrato e offeso dal malgoverno che ancora colpisce il Sud e umilia le nostre genti"!

Napoli, 22 agosto 2010 L'Addetto Stampa del MIS con Rauti

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI


COMUNICATO STAMPA
CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI 
Sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17,30, presso il Complesso Monumentale Santa Maria la Nova - Sala Consiglio Provinciale di Napoli, avra luogo una conferenza dell'on. PINO RAUTI sul tema: "Il prossimo scenario globale: sfide e opportunità di un mondo senza confini". Intervengo Luigi Rispoli (Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Pietro Golia (gionalista editore) Raffaele Bruno (Presidente dell'Associazione Culturale Vento d).
el Sud

MALAUNITA' D'ITALIA!


AMARA LINGUA (di Umberto Franzese)

AMARA LINGUA  (di Umberto Franzese)

    Sul finire del 1935, mentre il Paese è mobilitato contro le "inique sanzioni", si promuove, di comunanza, una "riforma nazionalista della lingua". Alle sanzioni che ci colpiscono, giova opporre anche le nostre contro-sanzioni linguistiche. Ogni Italiano deve sentire più che mai la dignità della propria lingua. Si invita, perciò, a "voltare", volgere, tradurre in italiano, i vocaboli stranieri. Gli esempi a cui si fa riferimento e che vanno prepotentemente facendosi largo, non mancano. In luogo di "pullover" i corrispettivi da opporre: sottoveste a maglia, panciotto a maglia, corpetto, maglione, farsetto. Per "standard": modello, tipo, norma, indice, regolatore. Al posto di "flirt": scherzare, frascheggiare, amoreggiare, civettare, o ancora meglio, amoretto. Da abolire "necessaire", "beauty-case" (valigetta, astuccio, custodia), "ferryboat" (treno-battello, pontone) broche, pendants, bijoux, paletot, panne, champagne, dry ed extra-dry, chef, foot-ball, dancing, goal, lift, boxe, roast-beef . Una campagna per una vera e propria "pulitura della lingua" a difesa dell'italianità, viene imbastita ed ha, come capifila, il linguista Bruno Migliorini, titolare della cattedra di storia della lingua italiana all'Università di Firenze, accademico dei Lincei e presidente dell'Accademia della Crusca; Giacomo Devoto, docente di glottologia alle Università di Cagliari, Padova e Firenze, socio dell'Accademia dei Lincei, presidente dell'Accademia della Crusca. Sia Migliorini che Devoto, che patrocinano la difesa e la tutela della lingua italiana, sono tra i maggiori linguisti del Novecento. Ambedue, oltre che di vari scritti di stilistica e lessicografia, sono direttori della rivista "Lingua nostra".

La purezza della lingua va salvaguardata. "Le parole straniere turbano l'altrimenti sano e armonico ambiente culturale". Nell'anno di grazia 2010, nel sacro nome della "cinesità", dalla  amministrazione generale per la stampa e le pubblicazioni (GAPP), agenzia governativa della Repubblica popolare cinese, è vietato l'inglese, che attraverso il commercio, la pubblicità, i mezzi di comunicazione di massa, contamina la purezza della lingua, la immiserisce, l'invalida, la turba.

In Italia come in Europa, l'inglese si fa strada  sostituendosi nel quotidiano al linguaggio comune. Non si limita l'inglese o come più comunemente viene detto, l'itanglese, ai linguaggi mediatici utilizzati nel commercio, nell'industria, al settore tecnologico, degli affari, invade anche il mondo dello sport , dello spettacolo, dell'arte penetrando nei settori più svariati, dalla moda alla gastronomia.

Ancora prima del Novecento, Soren Kierkegaard, filosofo danese, considerato il padre dell'esistenzialismo, sosteneva che la "lingua di casa, la lingua di mercato, possiede già tutti i requisiti per rispondere alle esigenze più importanti di cui abbiamo bisogno per la vita di relazione e per lo sviluppo delle nostre conoscenze, ci dà sempre strumenti per lottare con l'inesprimibile".

E Guido Ceronetti, scrittore affermatosi come traduttore di classici latini e testi biblici, rincara: "non mi rinocerontizzo nella carica sorda della neolingua dominante, no. Se i vostri figli si mostrano svogliati nell'apprendere l'inglese di tutti, favorite questa loro simpatica inclinazione. Incoraggiateli

col mio esempio di antianglofono refrattario!".

Tullio De Mauro, professore emerito dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e accademico della Crusca, ricorda che "l'art. 6 della nostra Costituzione recita che bisogna tutelare le minoranze linguistiche che sono tuttavia di antica origine, esistenti nel nostro Paese da almeno cinque secoli". E se, aggiungiamo noi, bisogna tutelare le minoranze linguistiche, tanto più va tutelata, salvaguardata la lingua nazionale. Tutela che va estesa ai dialetti regionali con ascendenze greco-latine. La tutela e valorizzazione della lingua e dei dialetti regionali va incentivata incastrandola negli ambiti accademici, culturali, scolastici. Occorre, perciò, preservarla, risanarla, se e quando occorre, da contaminazioni esterne. I dialetti locali vanno sostenuti, favoriti con leggi regionali, con contributi, sovvenzioni da elargire a gruppi, associazioni, compagnie, che privilegiano, prediligono, alimentano l'idioma nazionale o il vernacolo.

Alcuni anni fa la Società Dante Alighieri promosse un sondaggio sulle parole inglesi più inopportune nell'uso quotidiano della lingua italiana Prima fra tutte spicca weekend (fine settimana), seguito da okay ( va bene, d'accordo, benestare, conferma). Ma nel linguaggio della quotidianità troviamo termini, come: location invece di posto, posizione, collocazione; living-room, stanza di soggiorno; look ( aspetto, immagine, apparenza, espressione, trucco, abbigliamento); basket ( pallacanestro); catering (ristorazione, approvvigionamento); design ( linea, disegno, stile); educational ( educativo, istruttivo); franchising ( franchigia, privilegio, commissione esclusiva); gossip ( pettegolezzo, chiacchiera, diceria, ciarla); handicap ( svantaggio, difficoltà, impedimento, inferiorità, menomazione, disabilità); nomination ( designazione, candidatura); optional (accessorio); welfare (benessere, assistenza); work-shop ( officina, laboratorio, seminario).

Ma l'itanglese come lo definisce Aldo Gabrieli nel suo Grande Dizionario Italiano, in maniera sproporzionata e invasiva lo si trova anche in espressioni, come: Last minute (ultimo minuto), discount (punto vendita a prezzi bassi); Know- how (patrimonio di conoscenza); feed-back (retroazione a uno stimolo, risposta); stalking ( caccia, agguato).

Ma perché l'italiano, diversamente dal dialetto napoletano che i termini stranieri l'ingloba trasformandoli, li registra ma li deglutisce, è così incline all'utilizzo di inglesismi? Secondo Nicola De Blasi, professore ordinario di linguistica e dialettologia italiana presso l'Università Federico II di Napoli, perché "gli Italiani sono più sensibili alla moda corrente per nascondere una certa insicurezza. Si è passati dall'eccesso costrittivo a quello dell'abuso dei nostri giorni".

E se, aggiungiamo noi, tale abuso potrebbe scaturire da certa predilezione per delle mode d'Oltreoceano o per una scarsa padronanza della lingua conseguente all'abbandono molto parziale del vernacolo?

"Tutto può cambiare", asseriva lo scrittore Italo Calvino, autore de  "Il barone rampante", ma non il linguaggio che ci portiamo dentro paragonabile all'utero della propria madre". Seguendo la nostra predilezione spicciola per il dialetto napoletano, noi aggiungiamo: Parla comme t'ha fatto mammeta.

E' dopo la seconda guerra mondiale, grazie agli occupanti cosi anche detti, in maniera impropria, "liberatori" per via che ci portarono la democrazia a forza di bombardamenti a tappeto sulle nostre città inermi, che si diffondono gli "anglismi".  Conseguentemente si incunea il peggio del peggio delle mode, delle eccentricità, delle americanate. "L'imitazione delle lingue portò seco finalmente quelle delle opinioni. La mania per le nazioni estere  ruina una nazione, spegnendo in lei ogni amore per le cose sue. Una nazione, che troppo ammira le cose straniere alle cagioni di rivoluzione che porta seco il corso politico di ogni popolo aggiunge anche quelle degli altri popoli…Sopra cento teste voi dovete contare, in  ogni nazione, cinquanta donne e quarantotto uomini più frivoli delle donne: essi non ragionano in altro modo che in questo: si pettina meglio, si veste meglio, si cucina meglio, si parla meglio: la prova n'è che noi ci pettiniamo, mangiamo, ci vestiamo com'essi fanno. Come è possibile che quella nazione non pensi e non operi meglio di noi?".

Ci vedemmo inondati, e ciò perdura, oltre che da parole, anche da modi e da maniere altrui, fu l'Italia USAta. Con i beat, gl'hippy, il chewing-gum, i blue-jeans, il doping, i piercing,

i Mc-Donalds, il mobbing, la privacy, il work in progress, il jet-set, l'inpeachment, la class-action, la devolution, il software, l'hardware, il business, il killer, lo spray, il westpunk, il part-time, la password, il question-time. La lingua moderna derivata dall'itanglese è anche pefettina, pasticciata, ipocrita. E' la lingua acconciata alla meglio nel tentativo approssimativo, fittizio, di addolcire, di moderare la crudezza di certe realtà dell'esistente. "E così al posto di festino si usa party; la prostituta, la sgualdrina, la puttana, la squillo, mignotta, troia, bagascia, meretrice, diventa escort;

i magmaccia sono P.R , i travestiti, sono trans".

"Di questo passo (G. Melis) comuni modi di dire, tipo mandare tutto a puttane, muteranno in mandare tutto a escort che non è sinonimo di emancipazione, poliglottismo o multiculturalismo, ma richiede esterofilia e manifesto senso di inferiorità che la lingua italiana non  ha nessun motivo di accusare".  Con una lingua, quella italiana, forgiatasi nel grembo delle antiche civiltà mediterranee, in epoca recente, noi prendiamo lezioni da chi "dalla barbarie passava all'inciviltà"(G.B. Shaw).


mercoledì 5 gennaio 2011

CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI


COMUNICATO STAMPA
CONFERENZA DI PINO RAUTI A NAPOLI 
Sabato 29 gennaio 2011, alle ore 17,30, presso il Complesso Monumentale Santa Maria la Nova - Sala Consiglio Provinciale di Napoli, avra luogo una conferenza dell'on. PINO RAUTI sul tema: "Il prossimo scenario globale: sfide e opportunità di un mondo senza confini". Intervengo Luigi Rispoli (Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Pietro Golia (gionalista editore) Raffaele Bruno (Presidente dell'Associazione Culturale Vento del Sud).
 

venerdì 24 dicembre 2010

BANCHE E MEZZOGIORNO (di RAFFAELE BRUNO)

Il Vice Segretario Nazionale Vicaro MIS Raffaele Bruno ha rilasciato la seguente dichiarazIone: «Il fenomeno più rilevante della patologia bancaria nel nostro Paese è rappresentato dalla crisi delle banche meridionali, che ha riguardato sia i maggiori istituti pubblici che banche private di ridotte dimensioni, assumendo vere e proprie caratteristiche di instabilità sistematica. Questa analisi, che ebbi modo di illustrare nella mia qualità di Vice Segretario Nazionale Vicario e responsabile del Dipartimento per le Politiche Meridionali del Movimento Idea Sociale, in un convegno sul tema : "Banche e Mezzogiorno", organizzato dal Banco di Napoli e dall'Unione Industriali della Campania, trova purtroppo conferma nel numero di provvedimenti di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta relativi a banche con sede nelle regioni del Sud. La ricollocazione della proprietà avvenuta negli ultimi anni a vantaggio di aziende con sede legale nel Centro Nord sta avendo effetti devastanti sul tessuto economico e sociale del Mezzogiorno, poiché le banche gestite da centri decisionali non locali hanno aumentato la loro avversione a dare fidi a imprese e a dare una mano chi è in difficoltà. Oggi le banche del Sud gestite dal Nord praticano tassi già di per se da usurai e addirittura di tre quattro punti superiori a quanto si pratica nelle regioni settentrionali. Vale a dire che un imprenditore che chiede un aiuto economico ad una banca, a pari condizioni, paga fino a cinque punti in più di tasso di interessi rispetto ad un imprenditore del Centro Nord. Tutte le banche comandate dal Nord hanno poi il compito specifico di rastrellare i risparmi dei meridionali per poi investirli nelle regioni del Centro Nord, con il risultato che il Sud diventa sempre più povero e gli imprenditori meridionali hanno sempre meno possibilità di essere aiutati dalle banche. Certo, fare banca al Sud significa confrontarsi, da un lato, con una realtà imprenditoriale a più alta rischiosità, carattere a sua volta originato, a parità di altre condizioni, dall'incapacità cronica dello Stato e degli Enti Locali di offrire in modo efficace i beni pubblici primari: tutela dei diritti della persona e della proprietà, autentici catalizzatori del lievito dell'economia di mercato, rappresentato dalla fiducia. L'assenza della miglior miscela tra regole e fiducia rappresenta la più grave carenza con cui devono confrontarsi banche e imprese del Mezzogiorno, e rispetto alle quali la parte migliore dei ceti produttivi poco può. Il Mezzogiorno ha patito per decenni i costi economici e sociali di una sorta di tacito "patto scellerato" che negli scorsi decenni ha legato il triangolo politica – impresa – banca nella reciproca protezione delle rispettive rendite di posizione. L'intreccio tra politica, banca, impresa, famiglia e istituzioni di controllo è rimarchevole. In generale, la grande politica affaristica ha disegnato regole del gioco che indirizzavano le risorse verso usi pubblici e privati economicamente improduttivi, ma elettoralmente vantaggiosi. Tante imprese collegate ad affaristi, malavita e banchieri senza scrupoli asserviti alla politica traevano vantaggio da quell'intreccio, che definiva mercati e settori poco competitivi.L'inefficacia delle istituzioni pubbliche – tempi e modi della burocrazia e della giustizia in testa – hanno completato il quadro, in cui rendite politiche e professionali hanno finito per determinare un nodo difficile da sciogliere. Ma oggi siamo caduti dalla padella alla brace. Dalle grandi banche gestite dal potere politico che dava fidi facili ai camorristi e ai politici di Tangentopoli, siamo passati ad un sistema creditizio che nel Sud è completamente in mano alle speculazioni del Nord. Di fronte a questa situazione nessuno ha mosso finora un dito. Oggi si ritorna a parlare del problema, ma solo perché qualcuno vuole farsi un poco di propaganda personale. Tutti i partiti, i sindacati e la classe politica meridionale sono di fatto complici e qualcuno avrà pagato il loro silenzio. Ecco perché fummo soli noi del Movimento Idea Sociale a chiedere un'indagine parlamentare sul Credito meridionale e a protestare per giorni sotto la sede centrale di via Toledo quando anche il più grande e prestigioso Istituto bancario meridionale: il Banco di Napoli, fu svenduto all'Imi San Paolo di Torino per una manciata di miliardi delle vecchie lire».

BRUNO: LAGHI, DISCARICHE E FONDI AGRICOLI RIEMPITI CON SCORIE TOSSICHE DELL'ACNA DI CENGIO IN MEZZA CAMPANIA!

COMUNICATO STAMPA

BRUNO: LAGHI, DISCARICHE  E FONDI AGRICOLI RIEMPITI CON SCORIE TOSSICHE DELL'ACNA DI CENGIO IN MEZZA CAMPANIA!

   Sull'argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario del MIS con Rauti Raffaele Bruno ha dichiarato:

   "Sopravvivere tra Giugliano Pianura e tutta l'area a nord di Napoli, a Castelvolturno, Parete e tutta l'area casertana, nota come "La Terra dei fuochi", è davvero diventato difficile. La Magistratura ha finalmente diffidati decine di proprietari dei fondi agricoli ed esponenti del clan dei casalesi che dietro il business delle discariche illegali hanno guadagnato ingenti somme di denaro e avvelenate le falde acquifere di mezza Campania provocando un disastro ecologico immenso. Mi auguro che i colpevoli siano puniti duramente e che la classe politica che governa avvii subito la bonifica del territorio"!

Napoli, 24 dicembre 2010                        L'Addetto Stampa del MIS con Rauti

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BRUNO: LAGHI, DISCARICHE E FONDI AGRICOLI RIEMPITI CON SCORIE TOSSICHE DELL'ACNA DI CENGIO IN MEZZA CAMPANIA!

COMUNICATO STAMPA

BRUNO: LAGHI, DISCARICHE  E FONDI AGRICOLI RIEMPITI CON SCORIE TOSSICHE DELL'ACNA DI CENGIO IN MEZZA CAMPANIA!

   Sull'argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario del MIS con Rauti Raffaele Bruno ha dichiarato:

   "Sopravvivere tra Giugliano Pianura e tutta l'area a nord di Napoli, a Castelvolturno, Parete e tutta l'area casertana, nota come "La Terra dei fuochi", è davvero diventato difficile. La Magistratura ha finalmente diffidati decine di proprietari dei fondi agricoli ed esponenti del clan dei casalesi che dietro il business delle discariche illegali hanno guadagnato ingenti somme di denaro e avvelenate le falde acquifere di mezza Campania provocando un disastro ecologico immenso. Mi auguro che i colpevoli siano puniti duramente e che la classe politica che governa avvii subito la bonifica del territorio"!

Napoli, 24 dicembre 2010                        L'Addetto Stampa del MIS con Rauti

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martedì 21 dicembre 2010

domenica 19 dicembre 2010

MANIFESTAZIONE DEL MIS CON RAUTI NEL QUARTIERE SCAMPIA PER CHIEDERE L'ABBATTIMENTO DI TUTTE LE VELE!

COMUNICATO STAMPA

MANIFESTAZIONE DEL MIS CON RAUTI NEL QUARTIERE SCAMPIA PER CHIEDERE L'ABBATTIMENTO DI TUTTE LE VELE!

   Una manifestazione si è svolta questa mattina nel Quartiere Scampia a Napoli, con volantinaggio, megafonaggio, esposizione di tabelloni di protesta e conferenza stampa, organizzata dalla Federazione Provinciale  del Movimento Sociale con Rauti e dalla locale Sezione, per chiedere l'abbattimento delle ultime vele rimaste e di assegnare nuovi alloggi ai residenti.Erao presenti il federale Vittorio Lamberti, l'addetto Regionale alle Politiche sociali del Partito Giuseppe Alviti, il Segretario della Sezione Secondigliano - Scampai Giovanni Caldarelli, militanti e dirigenti.

   Sull'argomento il Vice Segretario Nazionale Vicario del Partito, presente all'iniziativa,  Raffaele Bruno ha dichiarato:

   "E' indispensabile procedere subito all'abbattimento delle ultime vele rimaste e costruire nuovi alloggi nei quali trasferire questi cittadini esasperati costretti a vivere nel degradi più allucinante.Bisogna completare la rottamazione edilizia avviata in questi anni e poi sospesa, attivare nuove misure di aiuti sociali a favore dell'infanzia e dei giovani, realizzare nuova occupazione di qualità nei settori del commercio, dell'artigianato e delle energi rinnovabili per accendere una luce di speranze in una situazione di disperazione sociale".

Napoli, 19 dicembre 2010                       L'Addetto Stampa del MIS con Rauti

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venerdì 10 dicembre 2010

FESTA DI NATALE DEL MIS CON RAUTI DELLA CAMPANIA!

FESTA DI NATALE DEL MIS CON RAUTI DELLA CAMPANIA!

   Lunedì 20 dicembre, alle ore 17,30, presso il salone Giorgio Almirante della Segreteria Regionale campana del Movimento Sociale con Rauti, in Via Maddaloni, 6 (Palazzo Maddaloni) - Napoli, avrà luogo un incontro natalizio di tutti i camerati del MIS con Rauti della Campania e le loro famiglie. Agli intervenuti saranno offerti dolci natalizi, spumante ed un omaggio da portare a casa. 

Napoli, dicembre 2010

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